donna-affetta-da-cancroAssociare la branca della Medicina Estetica con quella dell’oncologia per molti aspetti e per molte persone può sembrare una contraddizione perché quando si pensa ad una diagnosi di tumore si pensa istintivamente alla morte e a tutto quello che non si è più o non si può più essere. Una diagnosi di cancro spesso determina, in chi ne è direttamente coinvolto e nelle persone a lui vicine, un profondo sconvolgimento che per essere affrontato e superato necessita di comprensione ed accoglienza.

La malattia e le cure comportano alcuni cambiamenti! Questo se da una parte può sembrare vero dall’altra si può invece pensare e vivere una “nuova” vita in cui la dignità della persona, la sua psiche ed il suo vivere nella società diventano un elemento centrale sia per il malato che per le persone a lui vicine. Ecco allora che la cura della propria persona e del proprio aspetto fisico diventano terapia. Continuare ad essere sé stessi, in questo mondo dove l’apparenza ha la sua valenza, poter continuare la vita di sempre senza sentire lo sguardo degli altri puntati addosso facendoti sentire malato vuol dire cercare di curare il tumore non solo con le solite medicine ma curarlo con la medicina estetica.

La Medicina Estetica “oncologica” trova spazio in tutto l’iter terapeutico con finalità diverse: dalla prevenzione al trattamento dei danni della terapia antineoplastica all’aiuto in fase avanzata – terminale sempre e solo per la salvaguardia della migliore qualità di vita possibile.

Nella cultura odierna l’immagine è importante tanto quanto la professionalità per cui l’aspetto generale di un professionista che continua a lavorare portando sulla propria pelle i segni della malattia non sono accettati dalla società determinando o aumentando nel paziente stesso uno stato di frustrazione. L’oncologia pur divenendo sempre più una branca oleistica essa tuttavia non  prende in considerazione tale aspetto socio – psicologico pur essendo scrupolosamente attenta ad ogni altro aspetto della malattia e dei suoi aspetti psicologici. Spostare l’attenzione del paziente dalla cura della malattia alla contemporanea cura del proprio aspetto che inizia già al mattino con l’uso di detergenti specifici non solo al tipo di pelle ma anche e soprattutto in base alla terapia antineoplastica in atto e dalle eventuali sue complicanze cutanee.

 

 

Danni cutanei da Chemioterapia

Tipo
Definizione Sede
Alopecia Perdita di capelli e peli Zone pelifere e capo
Eritema Rossore della cute Viso e tronco
Follicolite Infiammazione cutanea Viso e tronco
Xerosi Secchezza della cute Tutto il corpo
Fessurazione Piccoli tagli della cute Mani e piedi
Iperpigmentazione Colorazione della cute Aree esposte al sole
Epidermolisi essudativa Perdita di liquido Aree trattate da radioterapia
Discromie Area di cute macchiata Viso e corpo
Teleangectasie Dilatazione di piccole vene Viso arti inferiori
Onicomicosi Micosi delle unghie Mani e piedi
Perionissi Ferite intorno alle unghie Mani e piedi
Eritrodisestesia Rossore e modificazione della sensibilità Mani e piedi
Tricomegalia Ciglia più grosse e rigide Ciglia

Se hai uno di questi segni non esitare a contattarmi anche solo per un chiarimento!
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Danni cutanei da Radioterapia

Grado 1: Eritema follicolare, appena percettibile o sfumato, depilazione, desquamazione secca, ridotta sudorazione

Grado 2: Eritema modesto o vivace, zone di epiteliolisi umida, edema moderato

Grado 3: Epiteliolisi umida a carattere confluente, in aree diverse dalle pliche cutanee, edema marcato

Grado 4: ulcerazione,emorragia, necrosi
I danni da chemio e radioterapia sulla cute non possono essere evitati, ma un intervento prima o durante il trattamento può aiutare a contenere gli effetti indesiderati. Sarebbe meglio non attendere che questi siano già manifesti, a questo punto infatti il danno metabolico è già avvenuto per cui potrebbe essere più difficile fermarlo o recuperarlo.

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Il Look Management
È una forma di consultazione che interessa nella globalità la cura dell’aspetto. La Medicina Estetica può aiutare a mantenere attenzione e interesse alla propria immagine, al fine di migliorare la qualità della vita in tutte le fasi della sua malattia. L’aspetto esteriore assume notevole nei malati di entrambi i sessi, dal momento che spesso anche durante il decorso della malattia si continua a lavorare e a mantenere relazioni sociali.

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